L’ultima tappa di questo percorso estivo nelle cantine di piccoli vignaioli tra Toscana e Umbria ci porta a La Casa dei Cini a Piegaro, a Sud del Lago Trasimeno. Ci troviamo in qualcosa di più di una cantina vitivinicola, in una vera e propria azienda agricola con l’olio oltre al vino, un orto, una fattoria didattica con animali per la pet therapy ed anche un centro estivo per bambini, interessante idea per diversificare la proposta commerciale.

Ci troviamo in una zona molto fervente per quanto riguarda i piccoli Viticultori artigianali, ce ne sono tanti, più che in altre zone rispetto al totale e sempre nuove aziende piccole e giovani continuano a nascere. Ci accoglie Riccardo, enologo e anima della parte vitivinicola dell’azienda, ed il discorso cade subito sulla collaborazione tra produttori: in zona i piccoli viticoltori si conoscono tutti e spesso alcune cose vengono fatte assieme, ci si presta attrezzi o addirittura vengono comprati in comune, si cede parti di cantina per chi ha iniziato da poco e non ne ha ancora una, ci si dà una mano a tenere i conti dell’azienda per chi a differenza di Riccardo non ha una sorella esperta di contabilità che lo può lasciare libero di dedicarsi alla sua amata vigna. Rimaniamo molto soddisfatti di questo approccio dalle potenzialità immense, per dei piccoli produttori, biologici o anche naturali il vero concorrente non è il vignaiolo vicino quanto piuttosto il vino di bassa qualità e grande quantità: più persone conoscono il vino di qualità ci guadagnano tutti. E’ un modo di agire molto utile se si pensa al numero di bottiglie di queste aziende: ciascuno di questi piccoli produttori non produce grandi quantità, di solito qualche decina di migliaia di bottiglie, e affrontare spedizioni lontane con lotti così piccoli è sicuramente antieconomico: per questo organizzare una spedizione o una partecipazione comune ad una fiera ma anche proporre il vino di un vicino quando si è finito il proprio è un ottimo esempio di collaborazione e di sviluppo per un’intera area.

Dopo la collaborazione si è passati a parlare dei vini e delle vigne e anche qui abbiamo potuto apprezzare un approccio molto personale: Quello di Riccardo e di Casa dei Cini è diverso da molti altri come Lumiluna, Colbacco e Tunia che abbiamo visitato nei giorni precedenti, ma altrettanto interessante e tradizionale. Qui le vigne non sono vecchie e non sono state recuperate ma sono state impiantate nuove poco meno di vent’anni fa con un ‘approccio che si potrebbe definire “tradizionale ragionato”.

Riccardo rifugge l’idea del monovitigno perchè non è tradizionale, specialmente in Umbria e le varietà tradizionali sono state selezionate e sono arrivate a noi oggi pensando al blend di più uve. In passato però vi era una certa percentuale di casualità nella costruzione dei vigneti specialmente con il reimpianto delle piante morte e si arrivava ad un punto in cui non si conoscevano le reali percentuali presenti in vigna: sono stati quindi fatti studi, scelte uve con maturazione simili, definite percentuali in modo che le varietà più precoci o tardive non sbilancino troppo il risutato finale, e quando tutte le uve raggiungono l’ottimale livello di maturazione si vendemmia e vinifica assieme, per ottenere un vino come avveniva in passato ma frutto di scelte più ponderate e consapevoli.

Rimaniamo affascinati dal loro Malandrino, vino rosso fresco e beverino, pochi giorni di macerazione per estrarre più il colore dei tannini in cui i quattro vitigni Ciliegiolo, Aleatico, Foglia Tonda e Malvasia bianca sono vinificati assieme, uve nere e bianche assieme come era tradizione in Toscana prima che le Denominazioni limitassero le uve bianche nei vini rossi: troviamo un vino leggero ma con una grande personalità, con il ciliegiolo a farla da padrone e l’aromaticità dell’aleatico e malvasia ad ammorbidire il gusto, con grande freschezza e poco tannino a favorire la bevuta: un ottimo vino estivo da assaporare anche con qualche grado di temperatura in meno del solito.

Si conclude qui il nostro breve ma intenso di piccole cantine tra Umbria e Toscana, tra persone giovani e decise, collaborative e testarde con voglia di farsi conoscere e di raccontare il vero territorio combinando tradizione e modernità.