Sant’Alphonse è un birrificio artigianale alsaziano al confine con la Germania. Siamo da loro un sabato mattina con una visita organizzata, si trova dentro una palazzina a cui sembra abbiano tolto tutti i muri interni per poterci far stare gli impianti. È spazioso con, oltre all’ingresso, un unico salone al cui interno è presente l’impianto vero e proprio, 5 fermentatori, l’imbottigliatrice automatica assieme al bancone con le spine e tavoloni per far accomodare i clienti.

photo5803242888916741587
Birraio con l’impianto sullo sfondo

Il birraio è un signore belga sulla sessantina trasferito in Alsazia da ragazzino ed il suo Belgio, con tutte le sue tradizioni brassicole, gli è rimasto nel cuore. Inizia con l’homebrewing perché non trovava nulla da bere di suo gradimento fino ad aprire, nel 1998, il suo birrificio mantenendo comunque il suo lavoro nell’ambito farmaceutico.

photo5803242888916741589
Fermentatori ed imbottigliatrice automatica italiana

Veniamo colpiti dalla cura, precisione e pulizia dei macchinari, tutti di fabbricazioni italiana. Sostiene che gli italiani sono i migliori a lavorare l’acciaio oltre ad essere i più flessibili ad ascoltare le richieste dei birrai, al contrario dei tedeschi che fanno ottimi impianti ma standard e poco modificabili. Interessante come la cultura e le attitudini di un popolo si riflettano così tanto nell’approccio al lavoro sia sulle birre ma anche sugli impianti.

Nella visita è stato spiegato con dovizia di particolari tutto il processo produttivo dimostrando grande competenza, disponibilità, passione e desiderio do far conoscere tutto il processo e la ricerca della qualità da parte dei piccoli birrifici artigianali. La degustazione delle birre ha rappresentato il completamento della giornata, in un bicchiere sono state racchiuse tutte le idee, le origini, la storia e la personalità del birraio. Birre pulite e ben fatte dal gusto tradizionale piene e corpose, senza esagerare con il luppolo. Malti base in evidenza e ben dosati con lo speziato e la frutta bianca del lievito belga a fare da contorno ad ogni bevuta.

Solo una birra fatico a comprendere, quella che viene chiamata blanche ma prodotta a detta del birraio secondo l’editto di purezza ossia senza coriandolo e buccia d’arancia che fanno perdere a mio avviso l’equilibrio lasciando scoperto il frumento che rischia di essere invasivo. Nelle successive visite ai birrifici alsaziani ho provato a richiedere informazioni su questo stile che non ho riscontrato altrove, ma nessuno mi ha dato delle motivazioni convincenti sul perché siano arrivati a farle proprio così: le fanno così e basta. Analizzando meglio potrebbe essere riconducibile alla versione poco alcolica e con malti chiari delle biere de garde delle Ardenne ma, purtroppo, non ho ancora avuto occasione di assaggiarne per farne un confronto.. la curiosità sta ovviamente salendo e spero di poter trovare quanto prima la soluzione di questo mistero.

Annunci