Devo ammetterlo: faccio fatica a comprare bottiglie costose e mi verrebbe ansia anche solo a riceverle in dono. Se il prezzo della bottiglia supera i 100€ proprio sento che non potrei farcela, cercherei di  trovare il momento adatto per aprirla, penso che diventerei egoista cercando di non condividerla con commensali che magari non la apprezzerebbero, vivrei con la paura dei furti o che il vino non riesca a sopportare le massime e minime temperature estive o invernali della cantina o, peggio ancora, che possa saltare la corrente della cantinetta in estate. Oltre a tutto ciò dovrei comprare bottiglie che potrei bere dopo 10 anni, se non di più. Non ho lo spazio né la pazienza per aspettare così tanto, in 15 anni può cambiare tutto nella vita!

Però se qualcuno, AIS Milano in questo caso, organizza una degustazione con questo tipo di bottiglie tutto cambia: non serve bere molto per godere di un grande vino (una singola bottiglia può essere condivisa anche tra 18/20 persone) e il piacere viene esponenzialmente moltiplicato quando un vino di valore viene raccontato in profondità trasmettendo la storia, il territorio e le emozioni che hanno portato ad ottenere il risultato che ci stiamo trovando nel calice.

Questo hanno fatto Armando Castagno, tra i migliori relatori AIS, ed Andrea Franchetti, titolare della Tenuta Trinoro: hanno moltiplicato il piacere di bere vini eccellenti, hanno raccontato la bellezza di un luogo, la visione di un uomo e l’incedibile finezza, setosità e longevità di un vino.

Hanno parlato di un posto magico in Val d’Orcia, a poche decine di chilometri da Montalcino, chiuso, a sud, dal monte Amiata che blocca le influenze marine e, a nord, dal massiccio del Cetara che permette di creare un microclima così diverso dalle zone vicine e caratterizzato da poco vento ma tanta luce.

Hanno parlato del terreno, argilla blu con una buona percentuale di calcare, perfetto per il Cabernet Franc che qui riesce a maturare molto tardi senza il pericolo della surmaturazione che trasformerebbe il frutto da fresco e croccante in confettura.

Hanno poi parlato della storia della tenuta di Trinoro che nasce negli anni ’90 in seguito ai viaggi, agli studi e alla profonda conoscenza di Bordeaux di Andrea Franchetti. Infatti, è proprio a Bordeaux che si appassiona sia del Cabernet Franc sia dei garagisti, piccoli produttori che al di fuori dalle denominazioni prestigiose riescono a produrre vini incredibili strappando prezzi altissimi. Tornato in Italia, inizia a riprodurre quelle esperienze in Toscana ed arriva a produrre un taglio bordolese a trazione Cabernet Franc.

Infine abbiamo bevuto e tutte quelle parole hanno trovato la sintesi in quelle poche decine di centilitri a bicchiere. Inizialmente abbiamo degustato i tre cru di Cabernet Franc, per scaldarci ed apprezzare le differenze derivanti  dai diversi terreni ed esposizione. Poi è andato in scena lo spettacolo vero: 6 annate di “Tenuta di Trinoro” dalla 2015 alla 2001, tutte dispari perché, come sostiene Andrea Franchetti, un terreno si sforza troppo a dare un vino eccellente e deve riposare almeno un anno.

Degustazione incredibile di cui voglio ricordare una sola cosa: per la prima volta ho potuto sperimentare appieno il concetto di vino “setoso”; in bocca era pieno, fine , delicato ed avvolgente come un vestito di seta che scivola sul corpo.

Ecco si, posso dirlo: è valsa veramente la pena di spendere quei soldi!!!