Il secondo week end di maggio è il momento dell’orgoglio birraio. L’orgoglio per due stili, Pils e Tripel, forse troppo bistrattati dal mondo artigianale anche perché rientrano troppo facilmente nella considerazione di birrai e consumatori nel novero della birra bionda, leggera la prima ed alcolica la seconda.

Quindi Birrificio Italiano a Lurago Marinone, da ormai più di 10 anni, dedica un week end intero ad affermare l’orgoglio per lo stile Pils la cui produzione, la TIPOPILS, rappresenta la bandiera del birrifico e si confronta ad armi pari con le migliori espressioni tedesche e ceche.

A pochi chilometri di distanza, a Marnate, EXTRAOMNES, da due anni, celebra la tripel, stile belga proposto la prima volta dall’abbazia di Westmalle all’inizio del secolo scorso. L’evento prevede una lunga selezione di spine divise tra le espressioni italiche ed i mostri sacri belgi.

Per la degustazione delle birre belghe ho preferito affidarmi alla degustazione guidata con il birraio di casa Liugi d’Amelio e Lorenzo Kuaska Dabove, il miglior esperto italiano di Birra e di quella belga in modo particolare.

Abbiamo avuto il piacere di degustare 6 diverse tripel, tre dalla Vallania e tre dalle Fiandre. Regioni che rappresentano due anime di una nazione divise da lingua, cultura e tradizioni ma uniti dalla stessa passione per la birra, quasi sempre gli stessi stili ma con alcune differenze all’interno degli stessi.

1. Val Dieu – Vallonia – 9% ABV – il birrificio si trova all’interno di una vera abbazia (domenicana) anche se non è né trappista né gestito da monaci. L’abbazia è solo il luogo fisico, il birrificio è per così dire “laico”. Al naso notiamo grande pulizia (non c’è il papery, il cartona bagnato tipico di alcune tripel fiamminghe). Gli aromi presenti sono il miele d’acacia dato dal malto e gli esteri tipici di una fermentazione ad alte temperature, come la confettura di frutta bianca. Sul finire si avverte la speziatura (data sempre dal lievito visto che non vengono usate spezie) con coriandolo ed erbe aromatiche come origano e timo.

2. Pater Lieven – Fiandre – 9% ABV – birra in stile tradizionale quindi non si sente l’apporto del luppolo. Il colore è oro intenso, al naso scorza d’arancia, miele di castagno, anice, uvetta e nocciole. Anche in questa birra sono presenti gli esteri di una fermentazione ad alte temperature che arrivano fino alla cera d’api. In bocca, oltre al calore, si percepisce un certo residuo zuccherino tanto che la birra risulta molto morbida e corposa.

3. Tournay Triple – Vallonia – Si cambia totalmente stile per questa birra: una tripel luppolata impreziosita dalle note pepate dello Styrian Golding. Il naso molto pulito, tipico delle Valloneed, oltre al luppolo si percepisce solo leggermente la nota maltata del miele d’acacia. In bocca rimane secca e beverina mantenendo un buon calore dato dall’alto grado alcolico.

4. Vicaris Triple – Fiandre Si ritorna nella tradizione con questa birra, al naso prevalgono gli esteri dei lieviti come la pesca, l’albicocca sciroppata, la creme brulè ed un leggero burro fuso. Sul finire una leggera nota affumicata ed il fenolico dei chiodi di garofano.

5. Montagnarde Ambree – Vallonia – La più diversa e forse la più lontana da ciò che ci si potrebbe aspettare da una Tripel a partire dal colore che, come anche ammesso dal nome, è leggermente ambrata. E’ inoltre l’unica birra della degustazione ad essere veramente speziata: il coriandolo, lo zenzero ed il cumino sono state effettivamente aggiunte. Queste si sentono nettamente, forse in maniera anche eccessiva, in un secondo momento si possono sentire note vinose ed una successiva speziatura quasi da “amaro alle erbe”.

6. De Dolle Dulle Teve – Fiandre – purtroppo per questa birra forse perché era l’ultima, ma soprattutto perché era Lei, non ho fatto in tempo a prendere appunti. Forse non ne ho avuto proprio l’intenzione ed ho preferito godermela fino alla fine senza troppoo analizzare cosa stessi bevendo. Si tratta, dopotutto, di uno dei migliori birrifici al mondo senza eguali in Belgio: aroma inconfondibile del loro lievito. In bocca risulta secca, piena, calda con l’alcool perfettamente in equilibrio e mai fastidioso, un’emozione come sempre!