1. Le Fracce, MORO 2016, 6 mesi in acciaio, il colore è un  Rubino ancora più scarico rispetto alle aspettative già basse sul Pinot Nero, al naso in evidenza il carattere fruttato, inparticolare la ciliegia sotto spirito conseguenza di un’annata calda, poi  lampone e mirtillo, 7.3/10

2. Manuelina Solonero 2015, il colore è un rubino più intenso del precedente, al naso troviamo frutti scuri come la mora, rimaniamo molto colpiti da un vidente carattere balsamico di  sottobosco, menta, e salvia presente in solo questo vino tra quelli degustati, in bocca è caldo e tannico, 7.6/10

3. Marchese Adorno 2015, al noaso sembra un vino evoluto con note animali e di stalla, l’impressione è che venga affinato in legno mentre l’etichetta dichiara un passaggio solamente in acciaio, in bocca invece ritorna giovane  6.8/10

4. Stefanago 2011 Riserva, il primo dei vini affinati in legno è biodinamico affinato in botte grande, al naso risulta evidente la parte alcolica e anche la componente fruttata è  sotto spirito, poi appaiono i sentori terziari di stalla muschio fungo, 7.6/10

5. Picchi 2014, il colore inizia a virare dal rubino al granato, nl bicchiere è consistente, al naso frutta matura ossidata, confettura, sentori terziari di  formaggio di grotta, animale e addirittura  piedi, in bocca è equilibrato, sottile ed elegante e non si sentono i cattivi odori del naso, 7.2/10

6. Giorgio Odero 2013 Frecciarossa, il colore più evoluto della degustazione completamente granato, nel bicchiere consistente, al naso grande tavolozza di profumi, si riconoscono  violetta lampone  mirtillo amarena vaniglia e liquirizia,in bocca è fresco, sapido e persistente, 8.6/10