I viaggi di lavoro a Barcellona sono sempre un’ottima occasione per visitare qualche locale dove bere bene qualcosa di spagnolo che si fatica a trovare in Italia. La meta che preferisco è da sempre il Biercab, si trova in Carrer de Muntaner, a due passi da Plaza de l’Universitad, a sua volta poco distante da Plaza Catalunya, alla fine della famosa Rambla.

Il locale è il punto di riferimento storico e più rappresentativo della scena Craft Catalana e Spagnola, con 30 spine che offrono sempre il meglio della produzione iberica come Naparbier e Guineau, birre semplici dalla luppolatura generosa e offerte sempre al meglio della forma. Accanto alle birre nazionali si accompagnano quelle inglesi, americane e le classiche belghe. Grande spazio viene dedicato alle produzioni sour, con una selezione da far invidia ai migliori pub italiani. Anche la selezione di bottiglie risulta interessante, con chicche e particolarità da tutto il mondo, Italia compresa. Unica nota dolente è il prezzo, non è un locale a buon mercato! Alla spina la piccola da 0.25cl varia dai 3.50 € ai 4.50€ per le birre standard mentre arriva ai 7.50€ per le particolarità (ad esempio la framboise di Cantillon) mentre tra i 5,50€ ed i 7,50€ per la pinta, dimensione non prevista per le particolarità. Le bottiglie volano verso cifre spendibili solo per grandi occasioni.

La cucina è quella classica da Pub con Insalate, Hamburger e patatine. Mi sento di consigliare le Patatas Bravas, piatto tipico Spagnolo dove le patate sono fritte 2 volte a 2 temperature diverse accompagnate da una salsa all’aglio e dal ketchup. Degna di nota è la modalità della presentazione: le patate sono tagliate a cubi e proposte a scacchiera su un piatto d’ardesia e le salse, alternate, sono poste su ciascuna patatina grazie ad una sac à poche: ottima ricerca su un piatto semplice!

1) Pilsner Urquell – Non Filtrata – la Bohemian Pilsner con tutte le iniziali maiuscole, la birra da dove tutto è iniziato nel 1848 con lo stile ad oggi più diffuso al mondo ma proposto dal birrificio che l’inventò nella sua versione originale quindi leggermente più scura per riprendere il colore originale, leggermente torbida per l’assenza di filtrazione, l’erbaceo del luppolo Saaz in evidenza e per finire un accenno di diacetile, difetto ammesso in questa tipologia di birre. Sempre un’emozione, 8.8/10

2) Guineau – 7.5% ABV – American Ipa – alcool ben nascosto da un corpo importante che rende la birra quasi masticabile, luppolatura generosa che mette in risalto le note terrose, 7.5/10.

Decisamente un bel modo per passare una serata in trasferta di lavoro!